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Sbiancanti ottici e Percarbonato di Sodio

Chi sceglie i detersivi ecologici, o si da al fai da te, sa che ottenere un bucato perfettamente bianco e smacchiato non è così semplice. Specialmente quando la vicina di casa/nonna/zia lava “che più bianco non si può”. Vi siete mai chiesti perchè i detersivi commerciali sembrano lavare meglio? Dico “sembrano”, non a caso e adesso vi spiegherò perché.

Image from Wikipedia

Per ottenere questo perenne effetto bianco candido, la maggior parte dei detersivi per il bucato commerciali contiene quelli che vengono chiamati Sbiancanti Ottici o Optical brighteners (OBAs). Questi sono molecole chimiche che, grazie alla loro struttura molecolare, sono in grado di assorbire la luce nella regione del violetto ed ultravioletto, restituendola all’occhio, in una frazione di secondo, ad una lunghezza d’onda maggiore. Il risultato che ne deriva è che la molecola ed i tessuti sui quali essa è adesa, risultano molto più luminosi.

Questo tipo di additivi viene impiegato frequentemente nei detersivi per il bucato e nella lavorazione di diversi altri prodotti (come la carta o formulazioni cosmetiche sbiancanti), proprio per dare un effetto di bianco luminoso e candido ed innescare nel consumatore l’idea di “pulito”. In realtà, come dicevamo, l’effetto bianco è puramente “ottico” e non ha nulla a che vedere con l’effettiva rimozione delle macchie. Questi sbiancanti ottici si depositano sui tessuti, formando una patina sulle fibre tessili e possono essere tra i responsabili dell’insorgenza di eczemi, dermatosi e di reazioni allergiche.

Il Percarbonato di Sodio (Sodium Carbonate Peroxide) non è uno sbiancante ottico ed il suo meccanismo d’azione è completamente differente.

Il percarbonato è il miglior amico del vostro bucato e dell’ambiente, a patto che sia utilizzato correttamente. Si tratta di una sostanza ossidante in polvere, che alle alte temperature (50°C) è in grado di liberare molecole di ossigeno attivo, ad azione sbiancante ed igienizzante. E’possibile anche farne una pappetta, con dell’acqua, da sfregare direttamente sulle macchie più difficili, prima di lavare i capi ad alte temperature. E’ possibile impiegarlo anche per ridurre la carica batterica dei lavaggi, quando si inizia ad avvertire cattivo odore nella lavatrice.

A temperature più basse è davvero sprecato e la maggior parte viene sciacquata via senza alcun beneficio, a meno che questo non sia addizionato con un attivatore specifico, che più di frequente è il TAED (Tetra Acetyl Ethylene Diamine). Sebbene il TAED non sia particolarmente biodegradabile è comunque preferibile utilizzare un percarbonato addizionato, come sbiancante ed igienizzante, per i lavaggi alle basse temperature. In alternativa è possibile introdurre nella lavatrice direttamente dell’acqua ossigenata al 7%, la cosiddetta Candeggina Delicata.

Spero che questo brevissimo articolo vi sia stato di aiuto, nei prpssimi articoli andremo ad approfondire ulteriorimente il discorso.

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